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sostenibilità

Il Gruppo Cassa di Risparmio di Asti manifesta da tempo una crescente sensibilità verso tematiche ambientali e sociali oltre che economiche, grazie alla profonda convinzione che una scelta etica e sostenibile non contrasti con il successo economico, anzi lo favorisca. In coerenza con questo principio nel corso degli ultimi anni è stato avviato un percorso, in continua evoluzione, volto da un lato ad approfondire il nostro impegno sostenibile e dall’altro a rendere “visibile” a tutti gli stakeholder non solo la nostra vocazione di “banca del territorio” che contribuisce allo sviluppo della comunità in cui opera ma anche la nostra inclinazione e attitudine ad agire in ambiti ben delineati quali la responsabilità ambientale (con particolare riferimento alla gestione degli impatti ambientali diretti ed indiretti e al Climate Change), l’impegno sociale (con attenzione al rapporto con la comunità, le istituzioni, il territorio e al sostegno al tessuto imprenditoriale), la gestione del personale (in riferimento a temi quali i diritti umani, le pari opportunità, la diversità ed inclusione, la salute e sicurezza), il rapporto con i clienti (la privacy, la non discriminazione, la qualità e trasparenza nell’informativa dei prodotti offerti, la soddisfazione dei clienti), la gestione della catena di fornitura, la lotta alla corruzione attiva e passiva.

Nell’ambito di tali progetti il Gruppo intende anche contribuire al raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals) e dei 169 target definiti dalle Nazioni Unite nell’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile (Agenda 2030), comunicando a tutti i suoi stakeholder la volontà di fornire un cambiamento positivo per le generazioni presenti e future.

Le Politiche del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti in materia di sostenibilità

Il Gruppo Cassa di Risparmio di Asti ha avviato un percorso evolutivo volto all’integrazione dei fattori ESG (Environmental, Social, Governance) nei propri modelli di business, con l’obiettivo di generare valore condiviso per tutti i suoi stakeholder, incluse le famiglie e le imprese dei territori in cui il Gruppo opera, che condurrà:

  • alla predisposizione di Politiche in materia di sostenibilità, con l’obiettivo di delineare i principi adottati in ambito ESG, di sancire gli impegni che il Gruppo intende perseguire nel tempo in materia di rendicontazione non finanziaria e di promuovere l’integrazione delle tematiche della sostenibilità nella prestazione dei servizi di investimento;
  • alla definizione di un Piano di Sostenibilità, che mira a delineare le linee di indirizzo strategiche e gli obiettivi di medio-lungo periodo per tutti gli ambiti di sostenibilità considerati prioritari;
  • all’analisi dei rischi connessi alla tematica del Climate Change.

La Dichiarazione Non Finanziaria

L’ordinamento italiano ha recepito con il D.Lgs. n. 254/2016, la Direttiva 2014/95/UE relativa alla rendicontazione e divulgazione di “informazioni di carattere non finanziario e di informazioni sulla diversità da parte di talune imprese e di taluni gruppi di grandi dimensioni”. La disciplina costituisce il passaggio da un sistema di rendicontazione di sostenibilità storicamente volontario ad un sistema che impone l’obbligo – per le imprese destinatarie – di redigere e pubblicare una dichiarazione, di natura individuale o consolidata, contenente informazioni relative ai temi ambientali, sociali e attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani, nonché alla lotta alla corruzione attiva e passiva.

I servizi di Investimento

Il nuovo quadro legislativo previsto dall’Unione Europea influenza direttamente l’attività degli intermediari finanziari introducendo, tra l’altro, specifiche definizioni perché un investimento possa essere classificato come ‘sostenibile’ e richiedendo un elevato livello di trasparenza nei confronti del pubblico circa l’integrazione dei fattori di sostenibilità nelle proprie politiche aziendali e nell’offerta dei servizi di investimento a maggiore valore aggiunto.

Il Regolamento (UE) 2019/2088 del Parlamento e del Consiglio del 27 novembre 2019 (SFDR – Sustainable Finance Disclosure Regulation) detta alcune misure circa l’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari.

Le linee strategiche relative alla proposizione degli investimenti alla clientela sono finalizzate alla costruzione di portafogli diversificati per emittente, gestore, settore economico in un’ottica di controllo del rischio, minimizzazione dei costi. La selezione degli strumenti finanziari avviene tramite l’acquisizione, l’organizzazione e la valutazione di un’ampia serie di dati quantitativi e qualitativi attraverso metodologie proprietarie volte a individuare gli investimenti complessivamente più efficienti in relazione al prodotto o alla consulenza proposti al cliente.

Nella fase di consulenza, la Banca provvede ad acquisire una serie di informazioni circa gli obiettivi di investimento, l’orizzonte temporale e la propensione al rischio così da poter individuare gli strumenti finanziari o il servizio più adeguati alle esigenze del cliente.

L’integrazione dei rischi di sostenibilità (intesi quali eventi o condizioni di tipo ambientale, sociale o di governance che, se si verificassero, potrebbero provocare un significativo impatto negativo effettivo o potenziale sul valore dell’investimento) nella citata strategia di proposizione degli investimenti e nelle relative decisioni è finalizzata al rafforzamento dei processi decisionali mediante:

  • la selezione di analisti e fornitori di dati in grado di effettuare compiute analisi in merito al grado di sostenibilità degli investimenti presenti negli OICR distribuiti o inseriti nei portafogli di gestione patrimoniale;
  • l’acquisizione, dai fornitori, di informazioni relative alle valutazioni condotte in termini di sostenibilità dei prodotti da selezionare;
  • l’acquisizione di dati di natura ambientale, sociale e/o di governance (ESG), forniti dai gestori degli OICR utilizzati nell’ambito del servizio di gestione di portafogli;
  • la definizione e l’integrazione, nei processi di gestione di portafoglio e di selezione degli OICR per il Servizio di Consulenza, di metodologie quantitative e/o qualitative che tengano in considerazione valutazioni e dati relativi alla sostenibilità, allo scopo di integrare le valutazioni di natura finanziaria sulla base delle metodologie di selezione adottate dalla Banca.

I principali “effetti negativi” delle decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità (problematiche ambientali, sociali e concernenti il personale, il rispetto dei diritti umani e le questioni relative alla lotta alla corruzione attiva e passiva) sono presi in considerazione tenuto conto delle dimensioni, della natura e dell’ampiezza dell’attività e tipologia dei prodotti finanziari, secondo le disposizioni tempo per tempo vigenti.

Le Banche del Gruppo integrano tempo per tempo i principi e gli obiettivi precedentemente indicati in ragione dell’evoluzione normativa, dell’approvazione di standard tecnici (RTS) e sulla base di metodologie di valutazione degli aspetti di sostenibilità disponibili e ritenuti affidabili dalle normative di riferimento e dal mercato.

Dichiarazione concernente le politiche di dovuta diligenza in merito ai Principali Effetti Negativi (PAI) delle decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità

Di seguito è riportata la Dichiarazione redatta dalla Cassa di Risparmio di Asti in qualità di partecipante ai mercati finanziari.