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da sinistra Carlo Demartini – AD Gruppo Cassa di Risparmio di Asti, Secondo Barberis – direttore Gazzetta d’Asti, Monsignor Marco Prastaro – Vescovo di Asti, Beppe Amico – direttore Caritas Asti. In web conference Pierluigi Dovis – delegato regionale Caritas Piemonte e Valle d’Aosta.

Con l’avvio della fase tre il tema della ripartenza viene posto all’ordine del giorno della vita dei territori, delle imprese, delle famiglie e dei singoli. Alcuni per forza propria e altri con il sostegno delle misure nazionali e locali messe in campo riescono ad immaginare e programmare percorsi di riavvio. Altri, invece, gravemente provati dagli esiti economici del tempo di lock down, fanno ancora molta fatica. In modo particolare imprese unipersonali, alcuni settori del commercio al dettaglio, esercizi che rendono servizi alla persona, piccoli artigiani. Al loro fianco anche molte famiglie già prima del Covid interessate dalla povertà conclamata o nelle sue forme più recenti: famiglie monoparentali, working poors, anziani soli a basso reddito, precari o lavoratori irregolari. Entrambe hanno iniziato a rivolgersi alla rete delle Caritas del territorio per un sostegno a volte indispensabile ed urgente.

Per offrire loro un segno di prossimità ed una opportunità, di semplice gestione e di immediato aiuto, le 17 Caritas Diocesane di Piemonte e Valle d’Aosta, in connessione anche con Caritas Ambrosiana e Caritas Diocesana di Padova, danno vita alla iniziativa #Ripartiamoinsieme – mettiamo in circolo la solidarietà, opportunità di piccola liquidità per la ripartenza che si apre ad una circolarità solidale verso le fasce più deboli della società.

Il progetto è realizzato grazie alla erogazione economica del Gruppo Cassa Risparmio di Asti – Banca di Asti e Biver Banca – che hanno stanziato 450.000,00 euro, di cui 330.000 impiegati per la parte piemontese del progetto.

La donazione alla Delegazione Caritas del Piemonte è solo uno degli interventi realizzati grazie alla generosità del personale delle Banche e alla sensibilità dei Consigli di Amministrazione di Banca di Asti e Biver Banca.

“Desidero innanzi tutto ringraziare il personale di Banca di Asti e di Biver Banca per la generosità che ha dimostrato in questa occasione e la Caritas per aver organizzato un progetto complesso e che sono certo creerà un circolo virtuoso e porterà benefici alle piccole realtà commerciali e alle fasce più deboli della popolazione che hanno maggiormente risentito dell’emergenza – dichiara Giorgio GALVAGNO, neo Presidente di Banca di Asti.

Un’azienda è etica soprattutto se si impegna fare bene il proprio mestiere. Durante il periodo dell’emergenza sanitaria ci siamo chiesti, oltre a far bene il nostro lavoro, cosa potessimo fare di più per le persone dei nostri territori – commenta Carlo DEMARTINI, Amministratore Delegato del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti – Tutto il personale delle due banche ha destinato una parte della propria retribuzione ad azioni di solidarietà e i Consigli di Amministrazione delle due Banche hanno raddoppiato la somma raccolta. Abbiamo raggiunto così l’importo di 2 milioni e 200 mila euro che abbiamo destinato al sistema sanitario di Asti, Biella e Vercelli e a interventi a carattere sociale in tutti i territori dove operiamo con le nostre filiali, nell’ambito del progetto ideato dalle Caritas.

I beneficiari sono badanti, colf, lavoratori irregolari o precari, partite IVA, anziani con pensioni insufficienti, disabili, operatori stagionali dell’agricoltura e del turismo, piccoli esercenti di negozi di prossimità, piccolissimi artigiani che, nella fase tre, stentano maggiormente a rialzarsi. Potranno ricevere un sostegno economico massimo di euro 2.000 una sola volta. Non si tratterà di un bando a risposta o candidatura: i beneficiari verranno intercettati dalla rete dei centri di ascolto e della Pastorale del Lavoro. Non si tratta di prestito ma di erogazione liberale che, però, chiede la disponibilità del beneficiario di farsi parte di una rete di solidarietà mettendo a disposizione – nelle settimane successive – qualcosa di ciò che produce o della sua professionalità per altre persone in situazione di povertà, in una sorta di circolarità della fraternità sotto la regia della Caritas locale. Si parte da un plafond di 10.000 euro a diocesi, utilizzato il quale sarà possibile replicare fino ad un massimo di 30.000. le erogazioni sono effettuate dalla Delegazione Regionale Caritas tramite bonifico bancario, su richiesta del direttore della Caritas Diocesana competente per territorio di residenza della persona aiutata. Sono le Caritas locali a presiedere l’iter dello scouting, quello dell’accompagnamento, quello della verifica e della segnalazione di famiglie fragili indirizzabili agli esercizi commerciali o alle attività imprenditoriali aiutate. La Delegazione provvederà al monitoraggio e alla regia dell’intera operazione.

120.000 euro saranno, invece, destinati a una progettualità in Lombardia – Ostello della Solidarietà a Lecco in zona Olate a cura di Caritas Ambrosiana – e in Veneto con il Fondo CdAV per sostenere le attività di accompagnamento personale dei trenta centri di ascolto della rete diocesana di Caritas Padova. La delegazione li cofinanzierà rispettivamente per 80 e 40 mila euro.

E’ la prima volta che le Caritas della regione conciliare si cimentano nell’ideare e condurre insieme un progetto di accompagnamento: il distanziamento cui il Covid ci ha costretti sembra aver generato modalità nuove ed inedite per costruire e camminare insieme› commenta il delegato regionale delle Caritas piemontesi, Pierluigi DOVIS, direttore di Caritas Torino. Esprime la sua gratitudine mons. Marco PRASTARO, vescovo di Asti e fino a pochi giorni fa incaricato per la Conferenza Episcopale Piemontese del settore caritativo: ‹Si sono incontrate la necessità di tanti uomini e donne provati dalla crisi, la generosità di un gruppo bancario e dei suoi uomini, la fantasia della carità di uno strumento pastorale – la Caritas – che sta per compiere i suoi primi cinquant’anni. Ne è nato un frutto di speranza che, messo nelle mani del Signore, certo crescerà fino a maturazione›. Il progetto è frutto di un intenso percorso di riflessione durato alcune settimane da parte di un gruppo di direttori Caritas della regione: ‹Una esperienza di sintesi che ci ha portati – svela Beppe Amico, direttore di Caritas Asti e coordinatore del gruppo di lavoro – a maturare una idea progettuale molto diversa da quella da cui eravamo partiti. La strada del dialogo. Della condivisione di esperienze e competenze, del lasciarsi interpellare dal grido dei poveri è davvero necessaria se si vuole fare innovazione nel campo del sociale›.

La fase operativa è partita da una decina di giorni in alcune diocesi, e in altre sta per avviarsi. Perché al primo posto tra i criteri ispiratori si trova la tempestività dell’intervento. Ma anche la flessibilità che ha dato vita a larga autonomia gestionale da parte di ogni diocesi, inflessibili sugli obiettivi e sui metodi, capaci di adattamento rispetto alle modalità operative.

Asti, 25 giugno 2020

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