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Confermato il quadro di solidi fondamentali (patrimonializzazione, liquidità, coverage dei crediti deteriorati).

 

Il Consiglio di Amministrazione della Cassa di Risparmio di Asti S.p.A., nella seduta di giovedì 1° settembre, ha approvato le situazioni patrimoniali ed economiche individuale e consolidata.

RISULTATI CONSOLIDATI DEL GRUPPO CASSA DI RISPARMIO DI ASTI AL 30/06/2016
Raccolta diretta: 12.131 milioni di Euro (+19,09% su 31/12/2015)
Raccolta gestita: 2.655 milioni di Euro (+7,24% su 31/12/2015)
Raccolta globale: 17.921 milioni di Euro (+10,50% su 31/12/2015)
Crediti netti a clientela: 6.996 milioni di Euro (+2,96% su 31/12/2015), interamente rappresentati da impieghi economici
Utile netto di periodo: 5,4 milioni di Euro
ROE annualizzato: 1,09%
Cost income: 68,73% al netto dei contributi ai Fondi di Risoluzione Nazionale, SRF e DGS
CET 1 Ratio: 12,05% (12,81% al 31/12/2015)
Total Capital Ratio: 14,89% (15,79% al 31/12/2015)
Indice di leva finanziaria: 17,22
Indici della posizione di liquidità sensibilmente superiori ai livelli regolamentari: LCR (Liquidity Coverage Ratio) 264,66% – NSFR (Net Stable Funding Ratio) 147,64%
Coverage ratio sofferenze: 60,10% (60,11% al 31/12/2015)
Coverage ratio totale crediti deteriorati: 50,39% (50,73% al 31/12/2015)

L’utile netto realizzato dal Gruppo Cassa di Risparmio di Asti nel corso del 1° semestre 2016 ammonta a 5,4 milioni di euro a fronte di un corrispondente dato del 1° semestre 2015 pari a 41,8 milioni di euro, che aveva beneficiato di un forte contributo da proventi finanziari. Tale risultato è composto da 5,2 milioni di euro di utili pertinenza della Capogruppo e da 0,2 milioni di euro di utili di pertinenza di terzi.

Le attività gestite per conto della clientela ammontano a 17,9 miliardi di euro (+10,50% su 31/12/2015); la raccolta diretta è pari a 12,1 miliardi di euro (+19,09% su 31/12/2015) e costituisce, all’interno dell’aggregato complessivo, la componente più significativa, mentre la raccolta indiretta si attesta a 5,8 miliardi di euro (-4,02% su 31/12/2015).

La quota retail della raccolta diretta registra un lieve decremento (1,47%) rispetto al 31 dicembre 2015, mentre il risparmio gestito sale a 2,66 miliardi di euro (+7,24% su 31/12/2015).

I crediti netti verso clientela, interamente rappresentati da impieghi economici, si attestano, al lordo delle operazioni di cartolarizzazione realizzate dalla Capogruppo, a 7 miliardi di euro (+2,96% su 31/12/2015).
Il margine di interesse al lordo delle rettifiche di valore su crediti ammonta a 85,1 milioni di euro in incremento di 1,6 milioni di euro rispetto al primo semestre 2015 (+1,90%).

Le rettifiche nette su crediti effettuate nel semestre ammontano a 41,2 milioni (42,6 milioni nell’analogo periodo del 2015, pari a -3,25%) determinando un costo del credito annualizzato pari all’1,19% degli impieghi netti verso la clientela (1,24% nel primo semestre 2015) e riflettendo un progressivo miglioramento della qualità del credito, correlato anche ai tenui segnali di ripresa dell’economia.

Conseguentemente a tali accantonamenti, a conferma dei rigorosi criteri di valutazione adottati in materia di stima delle perdite attese, il livello di copertura dei crediti deteriorati si attesta al 50,39% (50,73% a fine anno precedente) e rimane sensibilmente superiore alla media del settore creditizio come rilevato da ABI e/o altre fonti informative.

In particolare, i crediti in sofferenza – che al netto degli accantonamenti incidono sul totale dei crediti per il 5,95% – presentano un livello di copertura del 60,10%, pressoché invariato rispetto al 60,11% registrato al 31 dicembre 2015.

Il margine di intermediazione netto è pari a 122,4 milioni di euro e include:

  • le commissioni nette che – grazie anche all’apporto della controllata Pitagora, le cui risultanze economiche sono state incluse nel perimetro di consolidamento solo a partire dal 1° ottobre 2015 – raggiungono i 52,7 milioni di euro e si presentano in significativo incremento (+10,06%) rispetto al dato riferito al primo semestre 2015 (47,9 milioni di euro);
  • il risultato netto delle attività e passività finanziarie, che comprende sia il risultato dell’operatività in strumenti finanziari sia la valutazione delle passività finanziarie rilevate al fair value, positivo per 2,2 milioni di euro a fronte di un valore pari a 59,3 milioni di euro registrato nel primo semestre 2016.

I dividendi su partecipazioni percepiti dal Gruppo assommano a 11,1 milioni di euro e sono in prevalenza riferiti alle partecipazioni in Banca d’Italia detenute dalle Banche del Gruppo.

I costi operativi ammontano a 113,4 milioni di euro: di questi il costo del personale è pari a 61,8 milioni di euro e, se considerato al netto della quota relativa a Pitagora, si presenta in sensibile riduzione (-3,55% a/a) rispetto al corrispondente dato del primo semestre 2015.

La componente riconducibile alle altre spese amministrative, pari a 32,3 milioni di euro – considerate al netto di quanto riferito a Pitagora e dei contributi ai Fondi di Risoluzione Nazionale, SRF e DGS – ha registrato un incremento a/a per circa 450 mila euro (+1,39%) in prevalenza legato alla dinamica dei costi ICT.

Il cost/income, che corrisponde al rapporto tra costi operativi e margine lordo di intermediazione, per il 1° semestre 2016 si attesta al 72,73% (68,73% al netto dei contributi ai Fondi di Risoluzione Nazionale, SRF e DGS) e conferma la buona efficienza operativa del Gruppo.

I Fondi Propri del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti, che non comprendono l’apporto riconducibile all’utile di periodo in quanto ancora in fase di certificazione, ammontano al 30 giugno 2016 a 1.064 milioni di euro e, conseguentemente, il CET 1 Ratio, indicatore di solidità e solvibilità basato sul patrimonio di qualità primaria, è pari al 12,05%. Includendo pro forma l’utile semestrale, al netto dell’ipotesi di distribuzione dei dividendi, tale indicatore sale al 12,10% (12,81% al 31/12/2015). Il Total Capital Ratio al 30 giugno 2015 è invece pari al 14,89% e – includendo pro forma l’utile semestrale, sempre al netto dell’ipotesi di distribuzione dei dividendi – si attesta al 14,94% a fronte di un valore al 31 dicembre 2015 pari al 15,79%.

L’indice di leva finanziaria, calcolato come rapporto tra totale attivo al netto delle attività immateriali (numeratore) e patrimonio netto tangibile (denominatore) è pari a livello di Gruppo a 17,22, incremento rispetto al livello registrato al 31 dicembre 2015, che ammontava a 13,42.

RISULTATI DELLA CAPOGRUPPO BANCA C.R.ASTI S.P.A. AL 30/06/2016
Raccolta diretta: 9.323 milioni di Euro (+27,30% su 31/12/2015)
Raccolta gestita: 1.380 milioni di Euro (+8,49% su 31/12/2015)
Raccolta globale: 12.437 milioni di Euro (+17,26% su 31/12/2015)
Crediti netti a clientela: 5.202 milioni di Euro (+4,91% su 31/12/2015), interamente rappresentati da impieghi economici;
Utile netto di periodo: 11,3 milioni di Euro
ROE annualizzato: 2,90%
Cost income: 55,15% al netto dei contributi ai Fondi di Risoluzione Nazionale, SRF e DGS
CET 1 Ratio: 15,92% (17,24% al 31/12/2015)
Total Capital Ratio: 19,69% (21,42% al 31/12/2015)
Indice di leva finanziaria: 14,71
Coverage ratio sofferenze: 60,25% (60,27% al 31/12/2015)
Coverage ratio totale crediti deteriorati: 50,73% (51,67% al 31/12/2015)

Il primo semestre 2016 si è positivamente concluso per la Cassa di Risparmio di Asti S.p.A., che ha conseguito un utile netto pari a 11,3 milioni di euro, in linea con il budget di periodo ancorché in diminuzione di 17,2 milioni rispetto a quanto realizzato nell’analogo periodo dell’anno precedente.

Le attività finanziarie gestite per conto della clientela ammontano a 12,4 miliardi di euro (+17,26% su 31/12/2015); la raccolta diretta si attesta a 9,3 miliardi di euro (+27,30% su 31/12/2015) e rimane pertanto la componente più significativa dell’aggregato complessivo. mentre raccolta indiretta ammonta a 3,1 miliardi di euro (-5,14% su 31/12/2015).

Lo stock di raccolta diretta riferita alla clientela retail registra una lieve contrazione (-1,35%) rispetto al 31 dicembre 2015, mentre si registra una crescita sostenuta del risparmio gestito che si attesta a 1,3 miliardi di euro (+8,49%).

I crediti netti verso clientela ammontano a 5,2 miliardi di euro, in sensibile aumento rispetto a fine anno precedente (+4,91%). L’andamento dell’aggregato, interamente costituito da impieghi economici, conferma la politica di sostegno finanziario che la Banca continua ad attuare nei confronti di imprese e famiglie.

Il margine di interesse, al lordo delle rettifiche di valore su crediti, si è attestato a 62,6 milioni di euro, in aumento dell’1,65% rispetto al dato riferito al 30 giugno 2015.

Le rettifiche nette su crediti, pari a 31,3 milioni di euro, sono diminuite di 2,1 milioni di euro a/a (pari a -6,30%) e determinano un conseguente costo del credito annualizzato pari all’1,20% dei crediti netti verso clientela che, seppur nell’ambito di politiche di accantonamento che rimangono improntate al massimo rigore, risulta in contrazione rispetto all’1,32% rilevato al 30 giugno 2015.

A seguito di tali rettifiche, il livello di copertura dei crediti deteriorati si attesta al 50,73% (a fronte di un dato riferito al 31/12/2015 pari al 51,67%), livello che rimane significativamente superiore alla media del settore creditizio come rilevato da ABI e/o altre fonti informative.

In particolare, i crediti in sofferenza al netto delle rettifiche di valore incidono sul totale dei crediti per il 5,64% ed il loro livello di copertura risulta essere pari al 60,25%, sostanzialmente invariato rispetto al 31 dicembre 2015.

Pertanto, al netto delle rettifiche di valore su crediti, il margine di interesse ammonta a 31,3 milioni di euro e risulta in aumento, rispetto al 30 giugno 2015, di 3,1 milioni di euro, mentre il margine di intermediazione netto, che rispetto al primo semestre 2015 ha beneficiato di un significativo minore apporto dei profitti finanziari, si attesta a 77,9 milioni di euro (105,9 milioni di euro al 30 giugno 2015, -26,50%).

Le commissioni nette ammontano a 29,5 milioni di euro, con una lieve contrazione rispetto al 30 giugno 2015 (-2,26%) in prevalenza ascrivibile alla dinamica della componente intercompany.

I dividendi su partecipazioni, pari a 9,3 milioni di euro, sono quasi interamente riconducibili alla partecipazione detenuta in Banca d’Italia e alle controllate Biverbanca e Pitagora.

Le spese per il personale, pari a 36,4 milioni di euro, risultano in diminuzione del 3,92% rispetto al dato al 30 giugno 2015.

Le altre spese amministrative, depurate dall’impatto dei contributi al Fondo di Risoluzione Nazionale e al Fondo Interbancario dei Depositi per complessivi 4,5 milioni di euro, rimangono sostanzialmente invariate (-0,16%) rispetto al primo semestre dell’anno precedente a conferma della capacità della Banca di presidiare e governare con efficacia l’evoluzione dei costi operativi.

A fronte di un utile dell’operatività corrente di 12,3 milioni di euro gli accantonamenti per imposte dirette sono diminuiti di 13,6 milioni di euro rispetto al dato del corrispondente periodo dell’anno scorso.

Il Cost/Income, principale indicatore dell’efficienza industriale, si attesta su livelli di eccellenza pari al 59,27% (55,89% rilevato al 31 dicembre 2015) e, al netto dei contributi ai Fondi di Risoluzione Nazionale, SRF e DGS, risulta pari al 55,15% confermando la C.R. Asti tra le banche più efficienti del sistema creditizio nazionale.

I Fondi Propri individuali, che non comprendono l’apporto riconducibile all’utile di periodo in quanto ancora in fase di certificazione, ammontano a 1.010 milioni di euro. Il CET 1 Ratio, indicatore di solidità e solvibilità che rappresenta di fatto il patrimonio di qualità primaria, è conseguentemente pari al 15,92%. Includendo pro forma l’utile semestrale in corso di certificazione, al netto dell’ipotesi di distribuzione dei dividendi, tale indicatore sale al 16,13% mentre a fine anno precedente si attestava al 17,24%. Il Total Capital Ratio al 30 giugno 2016 è invece pari al 19,69% e – includendo pro forma anche in questo caso l’utile semestrale in corso di certificazione, al netto dell’ipotesi di distribuzione dei dividendi – si attesta al 19,90% a fronte di un valore al 31 dicembre 2015 pari al 21,42%.

L’indice di leva finanziaria, calcolato come rapporto tra totale attivo al netto delle attività immateriali (numeratore) e patrimonio netto al netto delle attività immateriali (denominatore) è pari a 14,71, in aumento di 3,42 punti percentuali rispetto al livello di fine 2015.

PRINCIPALI RISULTATI DELLA CONTROLLATA BIVERBANCA S.P.A. AL 30/06/2016
Raccolta diretta: 2.821 milioni di Euro (-1,95% su 31/12/2015)
Raccolta gestita: 1.275 milioni di Euro (+5,92% su 31/12/2015)
Raccolta globale: 5.508 milioni di Euro (-2,11% su 31/12/2015)
Impieghi economici a clientela: 1.738 milioni di Euro (-2,24% su 31/12/2015)
Utile netto: 2,8 milioni di Euro (-13,3 milioni di Euro a/a)
ROE: 1,47%
Cost income: 70,72% al netto dei contributi ai Fondi di Risoluzione Nazionale, SRF e DGS
CET 1 Ratio: 18,78% (18,38% al 31/12/2015)
Total Capital Ratio: 18,78% (18,38% al 31/12/2015)
Indice di leva finanziaria: 13,70
Coverage ratio sofferenze: 61,38% (61,67% al 31/12/2015)
Coverage ratio totale crediti deteriorati: 51,25% (50,36% al 31/12/2015)

PRINCIPALI RISULTATI DELLA CONTROLLATA PITAGORA S.P.A. AL 30/06/2016
Volume di finanziamenti erogati: 200 milioni di Euro (+16,0% a/a)
Utile netto: 4,8 milioni di Euro (+73,3% a/a)
CET 1 Ratio: 12,22% (10,47% al 31/12/2015)
Total Capital Ratio: 12,22% (10,47% al 31/12/2015)

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