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Approvato l’utile annuale della Cassa di Risparmio di Asti

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  • Crediti verso clientela € 4,9 miliardi (+ 4,07 % )
  • Raccolta complessiva da clientela € 7,6 miliardi (+ 6,23% )
  • Utile netto  € 25,1 milioni,  in linea con le previsioni di budget.

 

Il Consiglio di Amministrazione della Cassa di Risparmio di Asti S.p.A., nella seduta di giovedì 24 marzo 2011, ha approvato il progetto di  bilancio 2010, che sarà sottoposto all’Assemblea convocata per il 28 aprile prossimo al Teatro Alfieri di Asti. In un contesto difficile come quello che ha caratterizzato il sistema creditizio negli ultimi tre esercizi, la Banca ha operato con determinazione per conseguire gli  obiettivi  programmati. I crediti verso clientela al 31.12.2010  si sono  attestati  a 4.919 milioni di euro, al lordo delle operazioni di cartolarizzazione, con un tasso di crescita  del 4,07%.

La dinamica  positiva degli impieghi  conferma il ruolo  responsabile della Banca  in una fase di profonda crisi economica  e testimonia l’attenzione verso la clientela, in particolare verso le Piccole e Medie Imprese e le famiglie.

In presenza di un contesto economico difficile  e che ormai si protrae da oltre 2 anni, il rapporto tra sofferenze nette e crediti totali risulta pari al 2,05%, significativamente inferiore al valore di Sistema (2,46%).

Le attività finanziarie gestite per conto della clientela  ammontano a 7.588 milioni di euro, in incremento del 6,23%  rispetto all’esercizio precedente. La raccolta diretta, da sempre oggetto di particolare cura da parte della Banca, si è attestata a  4.918 milioni di euro, presentando una crescita da inizio anno dell’ 8,66%.

Il livello di patrimonializzazione della Banca è elevato.  Il patrimonio netto si è attestato a mezzo miliardo di euro e crescono sia il core tier 1 ratio, indicatore di solidità e solvibilità che rappresenta di fatto il patrimonio di qualità primaria, che si attesta al 10,08% che il total capital ratio, pari  al 12,61%, testimoniando la solidità della dotazione patrimoniale, già in linea con le previsioni di Basilea III. Il positivo andamento dell’attività commerciale ha consentito alla Banca di realizzare un utile netto di 25,1 milioni di euro, risultato sostanzialmente in linea  con le previsioni di budget, seppure  inferiore di 12 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente (-32,25%).

La contrazione rispetto all’esercizio 2009 è principalmente riconducibile alla sensibile riduzione del margine di interesse pari a 22,5 milioni di euro (-14,18%),  conseguente al livello dei tassi particolarmente bassi, che ha compresso sensibilmente lo spread  e ridotto la redditività del capitale libero.

La crisi economica ha causato un decisivo peggioramento delle condizioni finanziarie di famiglie ed imprese, con il conseguente deterioramento della qualità dei crediti e la necessità di mantenere ancora elevati accantonamenti, sebbene in misura inferiore al precedente esercizio.

Le commissioni nette si assestano sul livello dello scorso esercizio, 39,6 milioni di euro. I costi operativi crescono del 4,44%, in linea con le previsioni di budget. L’incremento  delle spese per il personale è fisiologico (+ 2,28%); la sensibile crescita delle altre spese amministrative (+ 8,96%) è dovuto per la maggior parte a spese non ricorrenti. La costante attenzione al governo delle spese per la gestione ordinaria ne permette il contenimento della crescita, senza rinunciare allo sforzo aziendale posto in essere per lo sviluppo della Banca (apertura di nuove filiali e potenziamento delle strutture di sede). Il Cost/Income, principale indicatore dell’efficienza aziendale, pari al 62,8%, anche se sensibilmente superiore all’ottimo 52,2% raggiunto lo scorso esercizio colloca la Banca tra le aziende di credito più efficienti nell’ambito della banche commerciali Al 31.12.2010 i dipendenti erano 1.024, di cui 36 assunti nell’anno; l’età media del personale è 40 anni; i clienti hanno raggiunto la cifra di 192.992, 4.745 in più rispetto al 2009. Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di proporre all’Assemblea la distri¬buzione di un dividendo di € 0,40 per azione, pari a quella dell’esercizio precedente.

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