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  • Utile netto € 26,7 milioni (+6,48% sul 2010)
  • Raccolta complessiva da clientela € 7,8 miliardi (+2,87% sul 2010 e pari a +6,40% al netto dell’incidenza delle variazioni di prezzo dei titoli registrate dal mercato)
  • Crediti verso clientela € 5 miliardi (+3,32% sul 2010)

Il Consiglio di Amministrazione della Cassa di Risparmio di Asti S.p.A., nella seduta di giovedì 22 marzo, ha approvato il progetto di Bilancio 2011, che sarà sottoposto all’Assemblea convocata per il 23 aprile prossimo al Teatro Alfieri di Asti.
I timidi segnali di ripresa del secondo semestre 2010 e dei primi mesi del 2011 si sono poi progressivamente indeboliti già dalla fine del primo semestre dell’anno. I mercati finanziari hanno risentito delle turbolenze generate dalle aspettative negative degli investitori circa la  situazione dei debiti pubblici di alcuni Paesi dell’area Euro, tra cui il nostro Paese.
La Cassa di Risparmio di Asti S.p.A. ha proseguito nello sviluppo dell’attività di intermediazione verso famiglie ed imprese, chiudendo l’esercizio 2011 con l’utile netto in crescita, grazie all’incremento del margine di interesse ed al controllo dei costi di gestione.
Le attività finanziarie gestite per conto della clientela ammontano a 7,8 miliardi di euro, in aumento del 2,87% su dicembre 2010 (+6,40% al netto dell’incidenza delle variazioni di prezzo dei titoli registrate dal mercato).  La raccolta diretta, da sempre oggetto di particolare cura da parte della Banca, si è attestata a 5,5 miliardi di euro e costituisce, all’interno dell’aggregato complessivo, la componente più significativa.
I crediti verso clientela si sono attestati, al lordo delle operazioni di cartolarizzazione, a 5 miliardi di euro, in aumento del 3,32%  su dicembre 2010,  riflettendo così la debole congiuntura economica.
Pur in presenza di un contesto economico difficile  e che ormai si protrae da oltre 3 anni, la qualità del credito evidenzia un rapporto tra sofferenze nette e crediti totali pari al 2,19%, inferiore al valore di Sistema (3,14% – fonte ABI).
Il buon andamento dell’attività commerciale ha consentito alla Banca di realizzare un utile netto di 26,7 milioni di euro, risultato in crescita del 6,48% rispetto all’esercizio 2010.
Il margine di intermediazione al netto delle rettifiche di valore su crediti raggiunge  164,3 milioni di euro, in aumento del 4,28 % sul 2010.
In particolare il margine di interesse, che si attesta a 137 milioni di euro,  è cresciuto  dell’11,91% sul 2010, grazie all’espansione dei volumi intermediati e nonostante l’incremento dei tassi di interesse si sia ripercosso in maniera più marcata sul costo della raccolta rispetto al rendimento delle attività fruttifere.
La negativa congiuntura economica si riflette sulle condizioni finanziarie di famiglie ed imprese, determinando la necessità di mantenere ancora elevati gli accantonamenti per rischi creditizi (+8,62% sul 2010) a cui corrisponde una copertura dei crediti deteriorati in sofferenza pari al 59,16% e del totale dei crediti deteriorati pari  al 40,30%, entrambi superiori alla media nazionale (fonte Prometeia).
Le commissioni nette, pari a 52,7 milioni di euro, mostrano una flessione del 1,37% rispetto al  2010 sostanzialmente per effetto di  minori commissioni e spese applicate sui conti correnti, attivi e passivi, della clientela.
I costi operativi ammontano a 114,3 milioni di euro, in linea con il dato del 2010 (- 0,13%).
Il Cost/Income, principale indicatore dell’efficienza aziendale, è pari al 59,76%, risultato che anche in un contesto economico estremamente difficile per il Sistema,  colloca la Cassa di Risparmio di Asti S.p.A. tra le  banche commerciali più efficienti.
A fronte di un utile dell’operatività corrente che cresce del 15,47%, le imposte sul reddito del periodo salgono del 28,31%, anche per effetto dell’aumento dell’IRAP derivante dalla recente manovra fiscale italiana, portando il tax rate  aziendale al 45,8%.
Il Patrimonio di Vigilanza ammonta a 598 milioni di euro; il core tier 1 ratio, indicatore di solidità e solvibilità che rappresenta di fatto il patrimonio di qualità primaria, è pari al 10,16%  ed il total capital ratio si attesta all’12,69%. Tali dati testimoniano la solidità della dotazione patrimoniale e risultano già superiori ai nuovi standard patrimoniali previsti da Basilea 3.
Al 31.12.2011 i dipendenti erano 1.036, di cui 32 assunti nell’anno; l’età media del personale è 41 anni; i clienti  hanno raggiunto  il numero di 195.886,  2.894 in più rispetto al 2010.
Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di proporre all’Assemblea la distri¬buzione di un dividendo di € 0,40 per azione, pari a quella dell’esercizio precedente.

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